4 azioni per essere più sostenibili in cucina


1.RIDURRE IL CONSUMO DI CARNE

Il 60% delle emissioni di gas serra del settore agricolo sono dovute alla produzione di carne e derivati animali. Queste emissioni provengono dai gas prodotti dagli animali durante i processi digestivi e dal deposito e spandimento delle ingenti quantità di letame prodotte.


Oltre alle emissioni di gas serra, anche la produzione di mangimi ha un impatto sul clima: l’aumento della produzione e del consumo di carne rappresenta una minaccia per la sopravvivenza delle foreste dal momento che il 75-80% della superficie agricola globale è destinata alla produzione di mangimi e solo nel quinquennio 2010-2015 30 milioni di ettari di foresta, pari alla superficie dell’Italia, sono stati distrutti per la produzione di materie prime agricole.


Se ci soffermiamo poi sulla questione degli allevamenti intensivi, oltre a rappresentare un potenziale rischio per la salute umana per via dell’inquinamento prodotto, non hanno minimamente a

cuore il benessere e la tutela dell’animale. Per tutte queste ragioni, bisognerebbe limitare le porzioni e la frequenza con cui consumiamo la carne, privilegiando quella prodotta con zootecnia tradizionale e biologica, ricordandoci però che esistono anche fonti proteiche di origine vegetale come i legumi.


Leggi anche l'articolo Dieta vegetariana/vegana: a quali nutrienti fare attenzione + focus sulle PROTEINE


2.ACQUISTARE PRODOTTI A KM 0

Acquistare prodotti locali significa:

  • Acquistare prodotti freschi;

  • Sostenere le filiere italiane e l’economia locale: per filiera italiana si intende il prodotto alimentare le cui materie prime derivano dall’agricoltura italiana e il cui processo di trasformazione avviene totalmente nel nostro Paese. In questo modo si privilegia la filiera corta, ovvero si riducono i passaggi tra i produttori e i consumatori, eliminando gli intermediari, con vantaggi di riduzione degli impatti ambientali e di sostegno agli agricoltori italiani;

  • Privilegiare i prodotti tipici e le varietà nostrane spesso a rischio di estinzione;

  • Ridurre le emissioni di Co2 limitando i trasporti: è infatti, evidente come più lungo sia il viaggio effettuato da un alimento maggiori siano l’inquinamento, i consumi di energia e le emissioni di gas serra associate.

Da questo punto di vista, l’industria agro- alimentare si dimostra proprio una delle maggiori responsabili delle emissioni di Co2, nell’apparente inconsapevolezza degli effetti negativi che le si possono “ritorcere contro” a causa dei cambiamenti climatici (es. siccità, desertificazione, infestazioni, impoverimento delle risorse naturali e degrado ambientale in genere).


Secondo la Coldiretti, consumando prodotti locali e a chilometro zero una famiglia può arrivare ad

abbattere fino ad una tonnellata di biossido di carbonio l’anno, da un lato per la riduzione dei trasporti e dall’altro per il minor utilizzo di imballaggi, e inoltre, si darebbe una mano importante ai produttori italiani del settore agroalimentare.


3.CONSUMARE PRODOTTI DI STAGIONE

Ecco tre buoni motivi per consumare frutta e verdura di stagione:

  • Fa bene a noi: sono diversi gli studi che evidenziano come i prodotti consumati nel corso della loro naturale stagione di maturazione abbiano proprietà nutritive superiori rispetto a un frutto o una verdura maturata al di fuori del proprio arco temporale ideale. Mangiare di stagione vuol dire anche mangiare saporito: le verdure fresche raccolte secondo la loro maturazione sono molto più gustose di quelle che per arrivare sulla tavola hanno viaggiato per giorni oppure sono state conservate a lungo in celle frigo. Inoltre, variare i cibi in tavola secondo le stagioni vuol dire diversificare in automatico l’apporto di vitamine, sali minerali e altri nutrienti di cui l’organismo ha bisogno.

  • Risparmio: oggi possiamo trovare e acquistare ogni tipo di frutta e verdura in ogni mese dell’anno. Questa disponibilità infinita, però, vuol dire sostenere costi maggiori che verranno inevitabilmente inclusi nel prezzo finale. Quali costi? Spese per la produzione fuori stagione, ad esempio additivi per la coltivazione oppure serre riscaldate; I costi di conservazione, ad esempio nelle celle frigo in cui sono immagazzinati i prodotti per periodi più o meno lunghi in attesa di essere richiesti e spediti a destinazione; I costi per il trasporto dalle regioni (o dai paesi esteri) in cui il prodotto è di stagione, fino a giungere al supermercato sotto casa. Come risparmiare? Scegli le verdure nel mese giusto, così da evitare di strapagare i prodotti.

  • Fa bene all’ambiente: Un tir che attraversa l’Europa con prodotti esotici, le celle frigo che conservano le verdure anche per settimane e la produzione in serre riscaldate sono tutte attività energivore che consumano combustibili fossili e aria pulita. Illuminare, riscaldare, trasportare significa immettere nell’atmosfera CO2. Gli stessi pesticidi e i fertilizzanti utilizzati per le coltivazioni intensive fuori stagione sono inquinanti; sono sostanze chimiche che non solo costano energia per essere prodotte, in più inquinano le acque di falda costringendo a costosi processi di depurazione.


4.FARE LA SPESA IN MODO RAGIONATO PER EVITARE SPRECHI

Nel mio precedente articolo, ho accennato a come lo spreco alimentare abbia un forte impatto

sull’ecosistema, dal momento che è responsabile di circa l’8-10% delle emissioni di gas serra su scala

globale.

  • Sicuramente il primo punto per evitare gli sprechi è fare una buona lista della spesa, considerando le giuste quantità da acquistare per ogni alimento e tenendo conto delle date di scadenza. Se seguiamo bene questo passaggio siamo già a metà dell’opera: quanto cibo sprechiamo di solito perché ne compriamo più del dovuto e, di conseguenza, non riusciamo a star dietro alla data di scadenza, finendo così per gettare tutto nel cestino?

  • Oltre alla lista della spesa, occorre anche ordinare gli alimenti nel frigorifero e negli scaffali in modo strategico, così da avere sempre chiaro quali saranno gli alimenti da consumare per primi e così via.

  • Ci saranno poi alcuni alimenti che non riuscirai a consumare nell’immediato, in quel caso valuta se congelarli, in modo da essere sicuri di non sprecare nulla.

  • Per quanto riguarda gli avanzi, si possono cercare delle ricette per riutilizzarli, un esempio? A partire dalle verdure avanzate dal cenone di Natale ho realizzato dei buonissimi flan di verdure!


Con queste semplici dritte inizierai a fare la differenza sia per te che per il nostro pianeta!

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